Verbo esserci – Grammatica italiana – Lezione 23

Verbo esserci

Non bisogna confondere il verbo pronominale esserci con il verbo essere sia il loro uso che il loro significato possono essere completamente differenti.

Il verbo pronominale esserci (per verbo pronominale si intende un verbo che si usa con un pronome) si forma dall’unione del verbo essere con la particella locativa ci, la quale si riferisce a un luogo nello spazio. Questo verbo ha il significato di esistere in modo reale o figurato o di trovarsi in un determinato spazio.

Quando viene utilizzato per esprimere il concetto di trovarsi in un luogo, acquisisce una forma personale e può essere coniugato in tutte le persone.

La coniugazione si forma coniugando il verbo essere e anteponendo al verbo la particella locativa ci

io ci sono
tu ci sei
lui c’è
noi ci siamo
voi ci siete
loro ci sono

Quando coniughiamo il verbo esserci, bisogna far attenzione di sopprimere la vocale i della particella ci alla terza persona singolare sostituendola con l’apostrofo, questo si fa per evitare lo scontro di vocali.

CI È (sbagliato)
C’È (corretto)

Vediamo alcuni esempi dell’uso del verbo esserci:

Se tu non ci sei, io non vengo.
Ci siamo anche noi alla festa.
Ci siete domani alla lezione?

L’uso più comune di questo verbo però avviene quasi sempre in terza persona singolare e plurale, in questo caso diventa un verbo impersonale, cioè senza un soggetto che compie l’azione, quindi deve essere coniugato alla terza persona singolare se facciamo riferimento a un nome singolare, come per esempio:

Sul tavolo c’è un libro. (nome singolare)

o deve essere coniugato alla terza persona plurale se facciamo riferimento a un nome plurale, come per esempio:

Sul tavolo ci sono due libri.

È più facile capire questo se lo compariamo con il suo equivalente in inglese:

c’e = there is   /    ci sono = there are

Vediamo ora alcuni esempi sull’uso corretto del verbo esserci in terza persona:

Oggi c’è molto sole. (nome singolare)
In questo corso ci sono molti studenti. (nome plurale)
C’è la possibilità di essere assunti. (nome singolare)
Ci sono alcuni prodotti in offerta. (nome plurale)
C’è un’atmosfera strana questa sera. (nome singolare)
Se ci sono dubbi, ditemelo per favore! (nome plurale)

Per fare la negazione del verbo esserci è sufficiente mettere l’avverbio non prima del verbo esserci, come per esempio:

In ufficio non c’è più nessuno.
In cucina non ci sono più spaghetti.
Non c’è nessuno che risponde al telefono.

Quando si formula una domanda con il verbo esserci, bisogna usare solamente la forma al singolare

Che cosa c’è sul tavolo? (esatto)

sarebbe un errore chiedere:

Che cosa ci sono sul tavolo? (sbagliato)

Fanno eccezione a questa regola le domande che usano l’aggettivo quanti:

Quanti libri ci sono sul tavolo?

Rispetto al verbo esserci, uno degli errori più comuni da parte degli studenti principianti è confondere l’uso del verbo essere con il verbo esserci, ad esempio alla domanda “C’e Roberto?”  all’inizio gli studenti non sanno se rispondere “Sì, è qui.” o “Sì, c’è qui.

Un altro errore tipico degli studenti principianti consiste in formulare in maniera sbagliata la domanda:

Che cosa ci sono sul tavolo? (domanda sbagliata)

o rispondere in modo sbagliato:

C’è due libri. (risposta sbagliata)

Il verbo esserci può anche far parte di espressioni formate da un gruppo di parole con significato unico, che non sarebbe possibile usare se non ci fosse il verbo esserci. Vediamo alcuni esempi:

C’è sotto qualcosa!
(significa qualcosa di occulto nascosto)

Non c’è di che!
(è una risposta come ringraziamento)

Non c’è che l’imbarazzo della scelta!
(si riferisce a una vasta gamma di possibilità tutte ugualmente valide)

C’è come dal giorno alla notte!
(identifica una grande differenza)

 

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